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FUORI DAI CONFINI DELLA REALTÀ Tra Klee, Chagall e Picasso

  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Domodossola 31.07.25 - 11.01.26

Musei Civici G.G.Galletti

Palazzo San Francesco



La collaborazione tra LightScene Studio e Partner di eccellenza prosegue con iniziative trasversali e fervidi laboratori di contaminazione. Il nostro team di lighting designer ha curato l'illuminazione dedicata della mostra "Fuori dai confini della realtà", andata in scena nelle stanze dei Musei Civici G.G.Galletti di Domodossola e promossa dal Museo Bagatti Valsecchi di Milano.



Domodossola è stata indubbiamente la più felice delle sedi per questa esposizione trovandosi geograficamente e filosoficamente a cavallo tra Italia e Svizzera, due paesi cardine per le vite e le storie degli artisti coinvolti nella mostra. Curata da Antonio D'Amico, con la collaborazione di Stefano Papetti e Federico Troletti, la mostra è un percorso vibrante che si snoda proprio al confine tra Italia e Svizzera, terreno di scambio per i vari Paul Klee, Marc Chagall, Fausto Melotti, Osvaldo Licini e Gastone Novelli. I curatori hanno voluto mettere a sistema l'immaginario collettivo degli artisti, presentando una riflessione sui nuovi scenari esplorati a cavallo tra le due guerre e dando corpo, proprio come suggerisce il titolo, all'ambizione di svincolarsi dalla realtà per riscoprire una dimensione spirituale, liberatoria, immaginaria.



L’esposizione mette in scena una selezione di oltre quaranta opere di maestri del Novecento, che esplora a fondo i confini tra reale e irreale, tra visibile e invisibile, presentando mondi immaginari, simbolici e spesso mutuati dal mito e dalle religioni. Così, camminando tra le arcate rinascimentali di Palazzo San Francesco, ci si lascia meravigliare dalle riflessioni colorate dei furetti in vetro blu di Egidio Costantini, enfatizzati da un'illuminazione quasi teatrale. Lo sguardo si addolcisce quando incontra le tinte eteree delle tele di Paul Klee, rischiarate dalla luce dei proiettori. La mente si libera e vola al di là della realtà quando si perde nei dettagli delle opere di Marc Chagall. A fine percorso, arricchiti da cotanta bellezza, ci si sente un po' più vicini agli artisti in mostra, pronti a liberare le immagini dai significati quotidiani della realtà per poterla riportare a uno stato di purezza.



By the end of the visit, the exhibition’s dual objective becomes clear: to reflect on the birth of new artistic forms that emerged in the 20th century—immersed in imagination, fantasy, and dreams—and, at the same time, to cast a thought toward the future and how the irrational and the liberation of imagery may continue to shape our understanding of the world and contemporary culture.



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